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Acri è un comune di 21.725 abitanti (Acresi) della provincia di Cosenza, sorge a 720 metri sopra il livello del mare ai piedi della sila. E' definito terra di santi, poeti ed eroi. Le sue origini sono antichissime ed incerte. Secondo alcuni studiosi fu fondata dai Japigi, secondo altri dagli Osci, lo stesso nome ha subito varie trasformazioni, passando da Acra ad Aciria e poi Acheruntia. Altri invece affermano che Acri sarebbe l’antica Pandosia, sede dei re Enotri dove trovò la morte Alessandro il Molosso (331-330 a.c. ).
Sede di una consistente comunità ebraica, divenne molto nota durante il Medioevo. Parteggiò per la causa angioina e per questo, dopo un lungo assedio, fu saccheggiata dalle armate di Alfonso di Aragona. Da quel momento fu fedele alla causa aragonese nella lotta contro l'invasione di Carlo VIII; ma anche stavolta, le scelte si rivelarono sbagliate: Acri fu messa a ferro e a fuoco, i suoi capipopolo fatti a pezzi e gettati nel letame. Successivamente, il 21 aprile 1597, divenne feudo di Bernardino Milizia, barone di Santa Sofia, che l'ottenne in dote dal suocero Nicolò Bernardino Sanseverino, assieme ai casali albanesi di Macchia, San Cosmo e San Demetrio.

















