Prodotti tipici regionali calabresi:
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E' un frutto dalla strana forma di "pigna" dall'aspetto verdastro, cresce su una pianta che ha quasi l'aspetto di un cespuglio, tanto i rami sono aggrovigliati. ha un odore molto caratteristico. La caratteristica di questo frutto è quella di essere raccolto ancora acerba all'incirca nel mese di ottobre e si lascia poi maturare naturalmente a temperatura ambiente. Una volta matura, la polpa ha un aspetto burroso, con i caratteristici semini, è di colore bianco e un sapore molto delicato ed aromatico, si mangia col cucchiaio, e sembra quasi di gustare un saporito e naturale budino con sapore che va dalla fragola alla vaniglia. |
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L'olio essenziale "DOP" viene ricavato dall'abrasione della buccia.Esiste un consorzio per la tutela del bergamotto a Reggio Calabria, che mira alla tutela e valorizzazione del bergamotto. |
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Il caciocavallo si produce in diverse zone dell'Italia meridionale. Si tratta di una formaggio semiduro di varie forme, quella caratteristica è a sfera, sfilata da un lato e legata con un laccio itrecciato, ed è prodotto con il latte vaccino. E' uno dei formaggi più antichi, ne faceva cenno già Ippocrate nel 500 a.C. Il 10 maggio 1993, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il caciocavallo silano ha ottenuto la denominazione di origine e di recente la più ambita denominazione D.O.P. (denominazione di origine protetta) europea, entrandi di diritto tra quei prodotti che potranno fregiarsi di tale denominazione comunitaria. tale denominazione, appartiene esclusivamente al caciocavallo prodotto da latte selezionato da allevamenti che ricadono nei territori specificati, e secondo un processo di lavorazione ben definito nella medesima norma. Il caciocavallo Silano, è ricco di proteine, vitamine e sali minerali, quindi è molto adatto nella nutrizione dei bambini, degli sportivi e degli anziani. Occorrono ben 10 litri di latte per produrre 1 Kg di caciocavallo. |
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Il Cedro è coltivato in Calabria nella omonima "Riviera dei Cedri", in provincia di Cosenza, tale territorio, che va da Praia a Mare a Diamante, rappresenta il punto centrale per la coltivazione dei Cedri. Il frutto si presenta di colore verde con sfumature di giallo e raggiunge un peso che va dai 500 gr ai 2 Kg. Viene utilizzato in vari campi, alimentare, farmaceutico, cosmetica. Molto buoni sono i "panicelli". I panicelli sono dei fagottini di foglie di cedro con all‘interno uva zibibbo appassita di prima scelta e pezzettini di buccia di cedro.Una volta imbottiti vengono legati con filo di ginestra selvatica e cotti al forno.Hanno un profumo che davvero diventa difficile descrivere. Molto buone anche le scorze di cedro candite ricoperte di cioccolato fondente. Il Cedro si usa anche per preparare liquori, sciroppi, gelati, e la famosa "cedrata". Esistono delle associazioni a tutela di questo meraviglioso frutto, tra le quali l'accademia internazionale del Cedro e il consorzio "Cedro di Calabria". Inoltre, il cedro è da sempre simblo di pace per le comunità ebraiche che, ogni anno, vengono in Calabria per scegliere i frutti migliori da utilizzare durante le loro tradizioni. |
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Composta da "tuniche" concentriche bianche, con involucro rosso caratteristico, viene coltivata nella zona di Tropea da oltre 2000 anni. Oggi, abbinata al turismo locale contribuisce in modo molto significativo allo sviluppo turistico della zona di Tropea. Le caratteristiche della cipolla di Tropea, sono favorite dal particolare clima della zona, molto mite anche in inverno.
FRITTATA DI CIPOLLE ROSSE |
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"Nientemento più prezioso, e per la copia, e per la perfezione egli è il raccolto dei fichi. Principia egli nel mese di giugno e si allunga fino all'altro di dicembre, sempre l'une succedono all'altre .... nere, bianche, altre brune, altre rossaccie, tutte però così dolci, che filano dalla creduta bocca stille di miele, e come se per filarlo non bastasse una sola apertura sul capo, sovvente ancora si stracciano per i fianchi", così si espresse l'Abate Gioiacchino Da Fiore sui fichi di Calabria. Era l'alimentazione tipica dei nostri avi, due fichi secchi in tasca, e si partiva per i campi per un'altra giornata di lavoro. Infatti, seccati al sole dell'estate era il frutto che meglio si conservava per tutto l'inverno. Ripiene di mandorle escorze di arance opportunamente lavorate venivano usate per fare le "Crocette", venivano cioè aromatizzate e infornate. Oggi, il prodotto è molto conosciuto sia in Calabria che all'estero, soprattutto in america, dove sono considerate una vera e propria prelibatezza. Anche Giovanni Pascoli ne andava ghiotto, che quando insegnava a Messina spesso andava in Calabria per assaggiare quelle prelibatezze, innamorato così tanto è preso dalla gola nelle sue lettere si raccomandava con un professore di Catanzaro di spedirgliene molte che andava così goloso da non farne a meno. |
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La Liquirizia viene prodotta prevalentemente sulla zona costiera della Calabira tra i Comuni di Rossano e Corigliano Calabro. Nasce spontaneamente lungo tutto il litorale, favorita dal clima favorevole e dalla condizioni del suolo. La radice è particolarmente ricca di glycyrrhizina che la rende cosi buona. Durante la lavorazione il prodotto si presenta come una pasta densa, nera, dalla quale si formano poi i classici cilindretti o le forme di bastoncino che tutti abbiamo mangiato da bambini. Il gusto classico è amarognolo con un profumo molto particolare ed intenso. La lavorazione avviene sminuzzando i rami con una macchina appositamente costruita, poi, dopo diverse ore di bollitura in grandi caldaie si ottiene il succo che diventa mammano sempre più denso fino a che, il maestro mastroliquoriziaio non ne certifica l'esatta densità, dopo, viene lucidata con potenti getti di vapore d'acqua. Successivamente a questa fase, viene tagliato nelle forme desiderate e racchiuso nelle confezioni per essere venduto. Sta alla fantasia dei produttori la presentazione del prodotto finale, sotto forma di caramelle, bastoncini, spirali, sciroppi tisane ecc. ecc. |
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Miele, cibo degli dei. Così era considerato questo prezioso alimento nella mitologia classica. In varie zone della calabria, il miele si produce ancora con riti e metodi antichi, abbinato ad attrezzature moderne. I campi ancora incontaminati della Calabria, fanno si che questo prezioso nettare sia di ottima qualità. Il miele viene accumulato dalle api nei favi appositamente contenuti nelle melari. Quando sono piene l'apicoltore le estrae dall'arnia per portarle in laboratorio ed estrarre il miele. Per questa operazione vengono alternativamente utilizzati due strumenti: il soffiatore, oppure gli apiscampi. Il soffiatore viene utilizzato dagli apicoltori professionisti perché più rapido e perché è sufficiente una sola visita per completare l'estrazione dei melari. Il melario viene posto in verticale sull'arnia, il soffiatore spazza via tutte le api in pochi secondi ed il melario è pronto per essere portato via. Gli apiscampi invece devono essere posti tra il nido ed i melari qualche giorno prima di poter portar via i melari e quindi è necessario effettuare due passaggi. Vengono utilizzati, seppure inefficienti, dagli apicoltori hobbisti in quanto (in numero limitato) sono più economici del soffiatore.Esistono molte varietà di miele, ognuno diverso a seconda del tipo di fiore presenti nel territorio, il miele è Ricco di vitamine ed elementi nutritivi. Una delle zone dove si produce più miele e la zona di San Ferdinando, ricca di agrumi, dove si produce gran parte del miele prodotto in Calabria. In questa zona si produce il miele di Zagara, particolarmente dolce e profumato. Esistono anche miele di arancio calabrese, miele di castagno calabrese, miele di corbezzolo, miele di eucaliptus calabrese, miele di melata di abete calabrese, miele di sulla calabrese. Viene usato sia come dolcificante, che in molti preparati dolciari. |
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Una fetta di pane calabrese, appena sfornato con un filo d'olio è una delle cose che vale la pena di assaggiare se venite in Calabria. Tra gli oli DOP (denominazione di Origine Protetta) presenti in Calabria segnialiamo: Olio extravergine di oliva Brutium DOP Olio extravergine di oliva Lametia DOP |
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Una buona fetta di pane fresco, olio calabrese e una spalmata di nduja, fanno godere anche i palati più sopraffini. Provare per credere. |
In Calabria, l'arte di fare il pane è antichissima, il pane di casa "u pani i casa" è ancora prodotto da molte famiglie all'antica maniera, in forni antichi, è genuino, friabile e gustosissimo appena sfornato. Sicuramente tra le centinaia di varietà di pane, quello calabrese è tra i più gustosi e genuini. Gli ingredienti sono quelli essenziali, farina, acqua e lievito madre (o lievito di birra), successivamente infornato in forno a legna, dove quoce per circa un'ora finche non assume il caratteristico colore dorato e la crosta croccante e omogenea. La tradizione vuole che il lievito madre veniva conservato e scambiato tra le famiglie che dovevano far lievitare l'impasto, nei piccoli paesi si usava fare omaggio di un filone di pane appena sfornato "u pani friscu" ai parenti più stretti e agli amici più cari. Le varietà diverse di farina, conferiscono al pane caratteristiche diverse, la farina può essere usata anche mischiata con la crusca, da al pane il caratteristico colore scuro. Molto pregiato anche il pane con semi di finocchio, molto usato in aclune zone della calabria. La forma è molto caratteristica della zona in cui viene prodotta è può essere rotonda, allungata o a forma di ciambella. Varianti sono la "pitta china" pane ripieno di pomodoro, alici, e aromi; Il pane con semi di finocchio. |
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Prodotto prevalentemente in tutta la Calabria, soprattutto nelle zone montane della Sila e dell'Aspromonte dove troviamo il Caciocavallo Silano, le mozzarelle, e il Butirro, prodotto molto caratteristico: burro senza sale, conservato in un'involucro di pasta filata. |
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"La sardella si presenta come una pasta omogenea che si mangia sul pane o meglio usando una sfoglia di cipolla dopo l'altra come un grosso cucchiaio" |
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L'usanza di "amazzare il maiale" è ancora oggi praticata in Calabria, un rito al quale partecipano tutti i componenti della famiglia, ognuno dei quali è addetto a partiloari fasi della lavorazione della carne o della conservazione della carne, ottenendo ottimi salumi, dalla soppressata ai salami tipici, la nduja, il capocollo, e altri tipi di salame. Naturalmente la produzione industriale, pur conservando i caratteri tipici della lavorazione è quella che fa fronte alla maggiore produzione. |
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