Vacanze in Calabria: Un pò di Storia dell'arte di Calabria

Brevi note di Domenico Pisani - Storico dell'Arte

IL MEDIOEVO

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Uno degli eventi più famosi e interessanti che riguardarono la Calabria durante le invasioni barbariche è la morte di Alarico presso Cosenza, dove fu sepolto, nel 410, alla confluenza del Crati col Busento. La sua tomba, che si immagina ricca di arredi funebri, non venne mai ritrovata. Il VI secolo fu caratterizzato, invece, dalla personalità di Cassiodoro, nato a Squillace e già ministro di Teodorico. Tornato in Calabria dopo l'esperienza politica, fondò il Vivarium, uno dei più importanti scriptoria monastici, di cui rimangono ancora le vasche per la'llevamento dei pesci nell'odierna Copanello. Venne sepolto nella chiesetta di San Martino, ad abside tricora, non distante dal sito del Vivarium, dove si può vedere ancora il sarcofago marmoreo. Molti sono i reperti paleocristiani presenti nei musei della regione. Spiccano tra gli altri un sarcofago strigliato e figurato proveniente da Ardore e collocato presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria, il Buon Pastore di Tropea, oltre ad enkolpia, brattee, reliquari cruciformi e anelli. Ma, opera straordinaria, è certamente il Codex Purpureus, visibile nel Museo Diocesano di Rossano, un evangeliario miniato, realizzato, probabilmente, a Cesarea di Palestina tra il VI e il VII secolo.

Gli edifici bizantini in calabria sono di notevole interesse e tra questi va certamente ricordata la Cattolica di Stilo. Costruita nel X secolo, attira l'attenzione per il suo caratteristico effetto cromatico e geometrico dato dal paramento in mattoni rossi, per le tre absidi rivolte verso il mare Ionio, per gli equilibrati volumi delle cinque cupolette, di cui una più elevata, dal tiburio cilindrico. Importanti gli affreschi che ornano le pareti interne, raffiguranti santi e scene della vita della Madonna. Realizzati tra il X e il XIV secolo, costituiscono uno dei pochi esempi di pittura bizantina in Calabria. Sono inoltre da ricordare il San Giovanni Theresti di Bivongi, Santa Maria dei Tridetti presso Staiti, Santa Maria dei Terreti presso Reggio, il San Marco e il Pathirion di Rossano, il battistero di Santa Severina e i ruderi della basilica della Roccelletta di Borgia.

Anche l'epoca normanna segnò la storia dell'arte calabrese: scultori e architetti lavorarono nelle abbazie di Santa Maria della Matina, a San Marco Argentano e di Sant'Eufemia nel lametino. A Mileto, inoltre, capitale del Regno, venne innalzata l'abbazia della SS. Trinità di cui oggi rimangono solo i ruderi. Tuttavia la costruzione più importante è certamente la cattedrale di Gerace, realizzata, in parte, con marmi di reimpiego di età classica e tardo antica. Fondamentale, in questo periodo, fu la presenza in calabria di San Bruno, che fondò nei boschi delle Serre la sua seconda certosa, arricchita, nei secoli successivi, da opere di artisti provenienti da ogni parte d'Europa. Non va dimenticata l'altra singolare figura del XII secolo, quella di Gioacchino da Fiore fondatore nell'odierna San Giovanni in Fiore dell'archicenobio florense, esempio di architettura cistercense di ceppo appunto florense, oggi rimaneggiato. Grande rilevanza ha pure il monastero italo-greco di Sant'Adriano a San Demetrio Corone, che conserva ancora uno splendido pavimento a mosaico databile tra la fine dell'XI e gli inizi del XII secolo.

Della Calabria dominata dagli svevi rimane, invece, oltre alla teoria dei castelli lungo le coste, la Stauroteca, una croce in oro e smalti donata da Federico II alla cattedrale di Cosenza nel 1222, ma realizzata nel XII secolo a Palermo. Nella cattedrale di Cosenza è visibile anche il sepolcro di Isabella d'Aragona, moglie di Filippo III l'Ardito, morta per una caduta da cavallo nel fiume Savuto. L'opera, realizzata nel 1271, è uno dei rari esempi di scultura francese medioevale in Italia.

Da visitare, invece, ad Altomonte, è la Chiesa di Santa Maria della Consolazione costruita intorno alla metà del XIV secolo, nel cui interno si innalza il sepolcro di Filippo Sangineto, opera di un maestro durazzesco, databile intorno al 1370. Nell'annesso Museo sono custodite due opere straordinarie: una tavola di Simone Martini, raffigurante San Ladislao, e due tavolette laterali di un trittico di Bernardo Daddi, giunte in Calabria per merito del feudatario - mecenate Filippo Sangineto. Notevoli sono, pure, i seplocri di Ruggero e Giovanna Sanseverino di Mileto, databili tra il 1330 e il 1340 e assegnati ad un ignoto maestro locale. La pittura nel XV secolo e dei primi anni del XVI si svolse nel segno di Antonello da Messina di cui il Museo di Reggio Calabria conserva un San Gorolamo e un Abramo visitato dagli Angeli. Si qualificano come suoi principali epigoni il figlio, Jacobello, autore della Madonna degli Angeli del Santuario di Paola, il nipote Antonello de Saliba autore della Madonna della ginestra del Museo Provinciale di Catanzaro e l'allievo Paolo di Ciacio, autore della Madonna delle Pere del Museo di Altomonte. Sono presenti, inoltre, a Morano e a Zumpano un polittico e un trittico di Bartolomeo Vivarini, rispettivamente del 1477 e del 1480.

Medioevo in Calabria

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