fichi"Nientemento più prezioso, e per la copia, e per la perfezione egli è il raccolto dei fichi. Principia egli nel mese di giugno e si allunga fino all'altro di dicembre, sempre l'une succedono all'altre .... nere, bianche, altre brune, altre rossaccie, tutte però così dolci, che filano dalla creduta bocca stille di miele, e come se per filarlo non bastasse una sola apertura sul capo, sovvente ancora si stracciano per i fianchi", così si espresse l'Abate Gioiacchino Da Fiore sui fichi di Calabria. Era l'alimentazione tipica dei nostri avi, due fichi secchi in tasca, e si partiva per i campi per un'altra giornata di lavoro. Infatti, seccati al sole dell'estate era il frutto che meglio si conservava per tutto l'inverno. Ripiene di mandorle escorze di arance opportunamente lavorate venivano usate per fare le "Crocette", venivano cioè aromatizzate e infornate. Oggi, il prodotto è molto conosciuto sia in Calabria che all'estero, soprattutto in america, dove sono considerate una vera e propria prelibatezza. Anche Giovanni Pascoli ne andava ghiotto, che quando insegnava a Messina spesso andava in Calabria per assaggiare quelle prelibatezze, innamorato così tanto è preso dalla gola nelle sue lettere si raccomandava con un professore di Catanzaro di spedirgliene molte che andava così goloso da non farne a meno.

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