Pinacoteca Civica

Reggio Calabria (RC)

pinacoteca-civica-rcLa Pinacoteca Civica di Reggio Calabria ha sede presso il Teatro Francesco Cilea. Espone quadri e tele di particolare rilevanza tra i quali spiccano le tavolette dipinte da Antonello da Messina, opere di Mattia Preti, Giuseppe Benassai e Renato Guttuso; mentre una sezione scultorea è dedicata a busti marmorei ed alle sculture classiche.

Demandata ad esporre le raccolte di proprietà del Comune sparse in altri musei ed uffici (tra cui le opere custodite presso il Museo Nazionale della Magna Grecia, presso Palazzo San Giorgio e presso la Biblioteca Pietro De Nava), la Pinacoteca è stata inaugurata dal presidente della Camera Gianfranco Fini il 26 maggio 2008. Il progetto di restauro e di allestimento museale è stato curato dal Prof. Arch. Fabio Mariano.
Tra le opere provenienti dal Museo Nazionale vi sono due dipinti su tavola, parti staccate delle predelle di due diversi polittici, opere di Antonello da Messina ed eseguite fra il 1460 e il 1465.

La prima tavoletta di 40 x 30 cm raffigura San Girolamo in penitenza, si vede il santo durante l'eremitaggio che si percuote il petto con un sasso mentre sta inginocchiato davanti ad un Crocifisso, accanto a lui vi è il leone che, toltagli la spina della zampa, è divenuto amico. Davanti, le vesti purpuree e il cappello ricordano la dignità di cardinale abbandonata dal Santo, che ah scelto di vivere la propria vita in penitenza.

La seconda tavoletta di 21 x 29 cm rappresenta I tre angeli apparsi ad Abramo, nella parte destra doveva raffigurare Abramo, ma tale parte della tavola è mutilata. Si vedono i tre angeli collocati in un tipico paesaggio italiano - descritto minuziosamente alla maniera dei fiamminghi - invece che nel querceto descritto nella Genesi, è il momento in cui ad Abramo viene annunciato che, non nonostante l'età quasi centenaria di lui e della moglie Sara, essi avranno un figlio.

Tra i diversi altri dipinti, attira l'attenzione una grande tela di 216 x 231 cm, datata 1656, il Ritorno del figliol prodigo, opera del "cavaliere calabrese" Mattia Preti, tra i più grandi pittori del seicento italiano. Il tema raffigurato è un celebre passo dal vangelo di San Luca, che il pittore dipinse più volte poiché più volte richiesto dalla sua committenza. Nella tela esposta a Reggio la composizione è diagonale, in maniera tale che gli sguardi tra il vecchio padre ed il figlio si incontrino, il momento è messo in risalto da una luce argentea quasi lunare. La tela ha un notevole effetto di chiaroscuro che evidenzia fortemente i singoli personaggi, ma soprattutto il servo sulla sinistra che per festeggiare il ritorno del giovane conduce il vitello grasso, e la bella figura femminile vista di spalle sulla destra. Sono inoltre presenti tele di pittori calabresi dell''800 e di pittori di Scuola napoletana; fra queste un'opera attribuita a Luca Giordano raffigurante Cristo e l'Adultera.

Tra le opere provenienti da Palazzo San Giorgio vi sono 250 dipinti di artisti del periodo compreso tra la prima meta dell'800 e la prima metà del '900, tra i quali vi sono artisti calabresi, prevalentemente del territorio reggino, ma anche non calabresi. Molte delle opere sono di scuola napoletana (presso la quale si formarono gli artisti calabresi di questo periodo), indirizzata alla fine del XIX secolo verso il Verismo; alcune provengono dalla Biennale Calabrese d'Arte, che permise a Guttuso, Omiccioli, Milesi e Brancaccio di stabilire un legame con la città; altre ancora provengono dall'Accademia di Belle Arti.

Tra i pittori calabresi: Vincenzo Cannizzaro (1742), Ignazio Lavagna Fieschi (1814), Raffaele Ursini (1851), Enrico Salfi (1857), Annunziato Vitrioli (1830), Domenico Augimeri (1834), Tommaso Vitrioli (1857), Vincenzo Jerace (1862), Rubens Santoro (1859), Antonio Cannata (1895), Ugo Ortona (1889), Domenico Bonfa (1912), Enzo Benedetto (1905), Nunzio Bava (1906) e Alberto Bonfa (1910).

Tra gli scultori calabresi: Francesco Jerace (1853), Saverio Gatto (1877), Alessandro Monteleone (1958), Concesso Barca (1877), Pasquale Panetta (1913) e Nino Zucco (1910).

Tra i pittori non calabresi: Giovanni Brancaccio (1903), Renato Guttuso (1912), Giovanni Omiccioli (1901), Beppe Guzzi (1902), Giuseppe Milesi (1915), Giampiero Restellini (1895) e Manlio Giarrizzo (1896).

Tra gli scultori non calabresi: Vincenzo Vela (1820) e Celestino Petrone (1904).
Tra le sculture, oltre a numerosi busti marmorei, è da menzionare la copia del Laooconte del Bernini, ritrovata presso l'antico seminario arcivescovile della città. Si tratta di una statua in marmo di dimensioni ridotte rispetto alla più famosa scultura custodita ai musei Vaticani di Roma.

Il Castello Ducale

Corigliano Calabro (CS)

6Sorto come fortezza militare nel 1073, il castello fu sottoposto, nel corso del tempo, ad una serie di trasformazioni. I principi Sanseverino, i duchi Saluzzo e i baroni Compagna, ne mutarono e ampliarono la struttura originaria per renderla inespugnabile agli assedi nemici e adattarla, successivamente, a residenza signorile.

Tra il 1487 e il 1495 divenne sede di una guarnigione militare, di proprietà dell’Amministrazione Regia. A questo periodo, per committenza reale, come attesta l’iscrizione lapidea sulla facciata d’ingresso, viene attribuita la costruzione delle torri sui vertici del quadrilatero, secondo i punti cardinali. La realizzazione è ascrivibile, probabilmente, ad Antonio Marchesi da Settignano, allievo di Francesco di Giorgio Martini, architetto militare del re a Napoli, noto nelle corti di tutta Europa.
Tra il 1515 e il 1516, il conte Bernardino Sanseverino fu promotore di ulteriori interventi di modifica che interessarono le seguenti parti della fabbrica: i bastioni, le torri, l'abitazione, le opere di difesa, il fossato e le prigioni.
Fra il 1650 ed il1720, i duchi Saluzzo, nuovi proprietari, ordinarono la costruzione della torre ottagona che sovrasta il Mastio, la cappella di Sant’Agostino e il completamento delle sovrastrutture di copertura .
Nel 1828 il maniero fu acquistato da Giuseppe Compagna. Il suo secondogenito Luigi ordinò, al maestro fiorentino Girolamo Varni, l’esecuzione degli affreschi nella volta della cupola di S. Agostino e del sopralzo della torre Mastio; il Salone degli Specchi al maestro Ignazio Perricci da Monopoli.
Nel 1872 venne commissionato, al maestro Domenico Morelli, celebre ottocentista napoletano, il trittico raffigurante la Madonna delle Rose con ai lati S. Antonio Abate e S. Agostino.
Nel 1971 Francesco Compagna vendette il castello, a una cifra simbolica, alla Mensa Arcivescovile di Rossano.
Nel 1979, infine, fu acquistato dall'Amministrazione Comunale di Corigliano che, tra il 1988 e il 2002, diede seguito agli ultimi lavori di restauro.
Oggi Il Castello Ducale di Corigliano Calabro è un Museo nel quale è possibile visitare:
• Il piano Ammezzato, in cui si trovano le prigioni, le cucine ottocentesche in ghisa e la Santabarbara;

• Il piano Nobile, dove visitare:
- le stanze signorili affrescate e arredate con il mobilio di un tempo;
- la sala da pranzo imbandita con ceramiche d’epoca sulle quali troneggia un meraviglioso lampadario in ferro battuto;
- il salone degli specchi che deve il suo nome alla presenza di grandi specchi appesi alle pareti incorniciati da rifiniture in stucco dorato e coperti ai lati da preziosi broccati. La stanza è impreziosita dai lampadari in cristallo di Boemia e dal soffitto dipinto con effetti trompe-l’oeil;
• La torre Mastio, primo nucleo del maniero, che si sviluppa su cinque livelli, quattro dei quali, collegati da una scala in ghisa costruita da maestri Napoletani, sono interamente affrescati dall’artista Girolamo Varni;
La visita permette di fare un tuffo nel passato.
Le sale, arredate con mobilio originale, ricreano suggestive atmosfere di epoche ormai lontane.

Gestore Museo Castello Ducale
White Castle Associazione Culturale

Orari di apertura
Tutti i giorni.
Inverno: 9.30-13.00 15.00-18.30
Estate: 10.00-13.00 16.30-20.30
Chiuso il lunedì
Dal 1 luglio al 31 agosto visite notturne su prenotazione dalle 21.00 alle 24.00 nei giorni lunedì e mercoledì

Il Castello ducale di Corigliano Calabro offre i seguenti servizi:
Biglietteria - Visite guidate - Bookshop - Punto ristoro - Convegnistica - Bus navetta
Affitto sale e spazi esterni per eventi, manifestazioni, mostre, ricevimenti nuziali, matrimoni civili, promesse di matrimonio, concerti, servizi fotografici, riprese cinematografiche e televisive.

Museo Castello Ducale
Città di Corigliano Calabro
Piazza compagna, 1
87064 Corigliano Calabro . Cosenza

Info museo: +39.0983.81635

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Museo Civico di Santa Maria della Consolazione

Altomonte (CS)

museo-civico-altomonte-csIl museo nasce nel 1980 per documentare la storia di Altomonte, con particolare riferimento ai suoi feudatari mecenati ed all’ ordine religioso dei Domenicani. Edificato tra il 1342 e il 1440 grazie alla contessa di Altomonte, Cobella Ruffo Sanseverino, l'edificio, posto a strapiombo sulla vallata di Altomonte con posizioni tipiche di strutture da difesa, era sorto inizialmente come abitazione del conte. Dal 1444 il palazzo cominciò ad assumere la forma tipica di un convento: ai seminterrati antichi ed ai due livelli rialzati iniziarono ad aggiungersi i portici che circondano il cortile centrale, pilastri quadrati, archi romani e volte a crociera. La chiesa vicina ed il monastero vennero chiusi al culto, ormai in totale decadimento, nel 1969. Dopo un restauro totale il complesso monastico venne riaperto nel 1980.
La collezione esposta nel museo è divisa in due sezioni: medioevale e domenicano.

La sezione medioevale conserva la ricca collezione, incominciata nel 1300 dalla famiglia Sangineto a testimonianza della storia delle famiglie che si contesero il feudo e sviluppatasi attorno alla chiesa di Santa Maria della Consolazione. Tra le opere più celebri:

- San Ladislao, tempera su tavola dipinta nel 1326 da Simone Martini;

- due tavole di Bernardo Daddi, con quattro figure di santi (1328);

- due Lastre alabastrine della prima metà del XIV secolo importate dalla Francia, commissionate da Filippo Sangineto.
- il Polittico con storie della Passione,

- le sculture che dapprima avevano collocazione nelle nicchie della facciata principale della chiesa di Santa Maria della Consolazione.

Nella sezione domenicana, è raccolto il ricco patrimonio pittorico, artistico e artigianale, proveniente dal convento e dalla chiesa:

- la Galleria domenicana composta da olii su tela raffiguranti santi e beati domenicani;

- la Madonna di Trapani, scultura del 1650 circa;

- sculture lignee del XVII secolo sculture in alabastro del XVIII;

-paramenti sacri, , reliquiari in legno intagliato e dorato ed Argenterie liturgiche;

-un mobile da farmacia datato 1500;

- i codici miniati, rinvenuti nella sacrestia della chiesa di Santa Maria della Consolazione e custoditi un tempo nella Biblioteca.

Pregiata anche la biblioteca che conserva testi di teologia, diritto canonico e storia della Chiesa, soprattutto del periodo della Controriforma.

L’edificio ospita il Museo Civico di Santa Maria della Consolazione, la Biblioteca Civica e quella storica e la Pinacoteca Comunale d'Arte Moderna.

L’edificio è composto da seminterrato e due piani rialzati. Si accede al museo dal chiostro del convento. Il museo è stato realizzato nel pianterreno. Al piano superiore si accede attraverso scala esterna.
Le sale espositive sono state ricavate dalle antiche celle dell'ex Convento dei Domenicani, attiguo alla Chiesa di Santa Maria della Consolazione, per un totale di 3 sale sopra e 5 sotto.

Museo Statale

Mileto (VV)

museo-statale-miletoIl Museo Statale di Mileto, inaugurato il 9 agosto 1997, nasce a seguito di una convenzione del 1991 tra il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, la Diocesi di Mileto - Nicotera - Tropea , Ente proprietario di tutte le opere in esposizione, l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia e il Comune di Mileto.

Il Museo si configura come strumento prezioso ed imprescindibile per la lettura critica della storia millenaria e nobile della città di Mileto, già capitale del Regno Normanno e prima sede episcopale latina del Meridione, e si offre come polo di aggregazione delle istanze culturali provenienti da un territorio che per troppo tempo ha visto mortificato il ruolo prestigioso detenuto fin dalle origini.

Ospitato in un edificio ottocentesco di fianco alla Cattedrale, il Museo espone un cospicuo patrimonio d’arte di notevole rilevanza, che abbraccia un arco temporale compreso fra l’età tardo imperiale e l’Ottocento. La raccolta, ordinata in diverse sale espositive disposte su due piani, è divisa in sezioni determinate dalla sequenza cronologica.

MAON

Museo d'Arte dell'Otto e Novecento e Centro per l'Arte e la Cultura

Rende (CS)

maon-umberto-boccioniIl museo è ospitato all’interno dell’antico palazzo Vitali, collocato nel centro storico del paese nei pressi del vicino Palazzo Zagarese in cui è ospitato il Museo Civico di Rende.
Custodisce una collezione permanente di circa 20 opere di Achille Capizzano, dalla fine degli anni venti al dopoguerra.
Il museo espone anche le opere di quaranta artisti degli ultimi quarant’anni del Novecento con particolare riferimento all’area calabrese e meridionale.
Il museo ha acquisito 2004 il modello del monumento The Children’s Bell Tower, che sorge a Bodega Bay in California, creato dallo scultore Bruce Hasson e dedicato al piccolo Nicolas Green ucciso in Calabria nel 1994.
Nel 2006 al museo è stata invece donata una cospicua raccolta di circa cento fra dipinti, sculture e opere grafiche, nonché di un migliaio di libri d’arte, regalati dal collezionista cosentino Luigi Ladaga. Tra gli artisti delle opere donate da Ladaga: Umberto Mastroianni, Mario Ceroli, Alighiero Boetti, Mario Schifano, Nicola Carrino, Lucio Del Pezzo, Antonio Corpora, Roberto Crippa, Nino Longobardi, Nicola De Maria, Enzo Esposito, Mario Persico, Ernesto Treccani, Carlo Levi, Antonio Paradiso.
Custodite anche, in gran numero, le opere grafiche di: Pablo Picasso, George Braque, Salvador Dalì, Max Ernst, Jean Cocteau, Sonia Delaouney, Giacomo Balla, Massimo Campigli, Lucio Fontana, Alberto Burri, Henry Moore, Antonio Tapies, Pierre Corneille, Graham Sutherland, Sebastian Matta, Fasusto Pirandello, Mario Tozzi, Emilio Greco, Giuseppe Capogrossi, Mimmo Rotella, Christo, Giulio Turcato, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Hans Richter, Gianni Dova, Valerio Adami, Enrico Baj.

L’edificio è suddiviso in un piano terra ed un primo piano. Al piano terra trovano spazio tre sale deposito, i servizi igienici e 3 sale espositive.

Al primo piano invece, oltre ai servizi igienici ed un deposito mansardato, sono allestite 5 sale espositive.

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